Esperienze che generano valore: il progetto di Textile Design con gli studenti del corso di laurea in Design Tessile e Moda dell'Università di Firenze

Durante il 2025 abbiamo dato vita, insieme all’Università di Firenze, a un progetto condiviso, nato dall’incontro tra la nostra realtà industriale e il loro impegno trentennale nel connettere ricerca, formazione e impresa. Un’iniziativa costruita a più mani, con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra università, alta formazione e mondo industriale, generando valore, conoscenza e nuove opportunità.

Il progetto si rivolge agli studenti del corso di Design Tessile e Moda e ha come obiettivo quello di accompagnarli nella realizzazione concreta di un tessuto, trasformando l’idea creativa in un prodotto finito.

Suddivisi in gruppi, i ragazzi hanno sviluppato una collezione di tessuti partendo da un concept ben definito e progettandoli fin dall’inizio in funzione di specifici capi di abbigliamento.

Un’aula, un racconto, tante domande: il primo incontro

Il nostro primo incontro si è svolto a marzo 2025, in aula. Siamo andati in università per raccontare ai ragazzi in prima persona chi siamo, cosa facciamo e cosa significa lavorare oggi all’interno di una realtà tessile come Cangioli.

A prendere la parola: uno dei nostri tecnici, direttamente coinvolto nello sviluppo delle collezioni, che ha raccontato il dietro le quinte della progettazione tessile, svelando come nasce un tessuto, quali scelte guidano la creazione di una collezione, e cosa significa tradurre visione creativa in materia concreta.

Insieme a lui, la nostra responsabile della sostenibilità, che ha condiviso l’approccio di Cangioli verso una produzione sempre più consapevole: dalle certificazioni, alla gestione responsabile delle risorse, fino alle sfide ambientali che il settore tessile si trova oggi ad affrontare.

È stato un momento coinvolgente e autentico, pensato proprio per stimolare curiosità e creare dialogo.

Dove il pensiero prende forma: la visita alla fabbrica e allo showroom Cangioli

Dopo due settimane c’è stato il secondo incontro. Questa volta sono stati gli studenti a venirci a trovare in azienda. Crediamo sia essenziale conoscere dal vivo i luoghi dove i tessuti prendono forma: li abbiamo guidati tra i reparti produttivi, per mostrare loro ogni fase della lavorazione ed entrare sempre più nel vivo del processo produttivo tessile.

La giornata è proseguita poi in showroom, dove i ragazzi hanno avuto modo di toccare con mano le collezioni e le Color Card delle stagioni passate, approfondendo il processo creativo che guida ogni stagione.

Abbiamo poi suddiviso gli studenti in quattro gruppi. Ognuno di essi ha scelto in autonomia, il capo d’abbigliamento a cui ispirarsi per realizzare il progetto. Infatti in base alle caratteristiche del capo e alla sua funzione, il tessuto doveva rispondere a determinati requisiti tecnici. Un vero e proprio esercizio di coerenza tra design, funzione e materia.

Dal concept alla presentazione finale del progetto

A febbraio 2026, per la presentazione finale del progetto, sono venute nel nostro showroom tre studentesse, in rappresentanza della classe, per raccontarci nel dettaglio il progetto sviluppato durante questi mesi: ECHI.

Il lavoro si articola in quattro sezioni, ciascuna dedicata a una diversa interpretazione del concetto di “eco”.

In Untold, l’eco diventa la reminiscenza di qualcosa di nascosto o mai detto, una percezione appena accennata che prende forma nei tessuti.

In Looked, invece, l’eco è visivo: immagini della memoria che riaffiorano come vecchie fotografie analogiche, sbiadite e segnate dal tempo, tracce del passato che continuano a vivere nel presente.

Con Resonance, il concetto torna alla sua origine più immediata, quella sonora: l’eco come propagazione di un suono e come ricordo di una melodia, di una voce o di una canzone lontana.

Infine Trace, dove l’eco si manifesta attraverso il tatto: superfici e texture capaci di evocare ricordi improvvisi, flash legati alla percezione di una materia.

Per presentare il progetto ECHI, sono venute in azienda tre ragazze del gruppo che si è occupato dello sviluppo del progetto Looked. In questo progetto, il gruppo ha realizzato sei tessuti in lana pensati per capispalla: due articoli principali, ognuno declinato in tre varianti di armatura e quattro varianti colore.

Non avendo ancora grande esperienza nell’utilizzo dei software CAD, il gruppo ha scelto di lavorare molto sulla sperimentazione manuale, cercando di ricreare attraverso la struttura del tessuto suggestioni visive legate alle fotografie analogiche: immagini leggermente sfocate, ritmi geometrici che ricordano i rullini fotografici e superfici capaci di evocare la patina ingiallita della carta fotografica nel tempo. Anche la palette colori si muove in questa direzione, con tonalità calde pensate proprio per richiamare quell’effetto di memoria visiva.

Il risultato è un progetto che dimostra quanto il tessuto possa diventare uno strumento espressivo: un mezzo capace di trasformare un concetto astratto, come quello dell’eco e della memoria, in materia concreta, fatta di struttura, filati, texture e colore.

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